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Fiera degli Acciugai | Alla Riscoperta di Antiche Tradizioni

La rassegna primaverile più importante della valle Maira, dedicata all’antico mestiere degli «anchoiers» o «anciuè», i venditori ambulanti di acciughe. 

Appuntamento in Valle Maira, a Dronero l’1 e il 2 giugno 2024

Le acciughe nelle Alpi? Sì, con gli acciugai della Valle Maira!

D’inverno, per rimpolpare il bilancio di famiglia, i venditori di acciughe percorrevano sentieri e strade dell’Italia per andare a vendere, casa per casa o nei mercati, acciughe e altre varietà di pesce conservato con il sale.

Una delle merci più preziose della storia è stato il sale, ingrediente di fondamentale importanza per la conservazione del cibo. Nel tempo, attorno il suo smercio è sorto un reticolo di collegamenti, le vie del sale, per trasportare dal mare questo e altri prodotti in tutta Europa, creando commerci e generando incontri tra persone, impattando paesaggi architettonici e culturali.

Con il sale l’acciuga va d’accordo, essendo il pesce uno degli alimenti di più difficile conservazione. Questo alimento ha rappresentato in passato, nei mesi invernali, l’accompagnamento principale al pane per milioni di persone delle nostre valli. Ma il fatto curioso è che a svolgere questo mestiere di venditori di pesce di mare fossero anche dei montanari.

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Pochi sanno che quegli anchoeirs dediti a rifornire tutto il nord Italia fossero originari di una vallata occitana alpina del Cuneese: la Valle Maira.

“Anchoiers, anchoiers!” era il grido che si udiva per le strade. Spesso il capofamiglia inaugurava la redditizia attività invernale, aiutato da amici e parenti a consolidare la figura dell’acciugaio di Dronero dal suo caratteristico carretto azzurro.

Tradizionalmente, nel mese di giugno, a Dronero in Valle Maira, si svolge la Fiera degli Acciugai: un’occasione speciale per assaporare questo alimento “tipico” e conoscere l’ambiente geografico e umano che ha dato vita a questo mestiere oggi mutato nella forma ma ancora vivo.

Protagonisti della manifestazione sono, oltre alle acciughe (al verde, in rosso, col burro, alle cipolle…), il baccalà, lo stoccafisso, il merluzzo, le sardine, il tonno sottolio, le olive e i prodotti locali.

PROGRAMMA

Il programma è ricco di iniziative adatte a chiunque e per tutte le età: trovate qui la scaletta degli eventi.

Venerdì il via alla festa tra musica e gusto, sabato e domenica la fiera. La platea degli espositori sarà caratterizzata da una scelta di prodotti che abbracciano, ovviamente, le acciughe, quindi i prodotti della Valle Maira e dell’area che la circonda, le Terre del Monviso e il Gal Terre Occitane.

Il nostro Mulino non può mancare agli appuntamenti di questa iniziativa. Saremo infatti presenti con:

SABATO 1 GIUGNO
  • Mulino Aperto: visite guidate al Mulino della Riviera di Dronero con i fratelli Cavanna
    orario 9:30 – 12:30 / 14:30 – 18:30
  • Balli e danze occitane a cura di Daniela Mandrile
    ore 15:00 – 17:30, presso il giardino del Mulino
DOMENICA 2 GIUGNO
  • Colazione al Mulino in collaborazione con l’IIS Virginio-Donadio di Dronero
    ore 9:30 – 11:30, presso il giardino del Mulino
  • Questa non è un’acciuga – laboratorio didattico per bambini, a cura dell’EcoMuseo Alta Valle Maira
    ore 10:30 – 12:00
  • Mulino Aperto: visite guidate al Mulino della Riviera di Dronero con i fratelli Cavanna
    orario 9:30 – 12:30 / 14:30 – 17:30
    le visite del pomeriggio saranno accompagnate da alcuni momenti di Teatro di Burattini con Charli e Alina (14:30 – 15:30 – 16:30)

Un viaggio gastronomico e culturale in un territorio meraviglioso che da anni lavora all’unisono per raccontarsi come destinazione di svago ricca di storia, sapore, tradizione, identità.

ANCHOIERS, GLI ACCIUGAI DELLA VAL MAIRA

Ci fu un tempo, da molti dimenticato, in cui gli abitanti delle valli alpine, nella brutta stagione, erano costretti ad abbandonare la propria casa per cercare una fonte di guadagno altrove. Si trattava di un’emigrazione che sovente non puntava ad aumentare le ricchezze della famiglia, ma piuttosto l’obiettivo era quello di non gravare sul consumo delle magre risorse disponibili.
Si iniziava a reinventarsi già da bambini trovando mestieri peculiari, affidandosi alla forza fisica, all’ingegno e all’intraprendenza.

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Gli acciugai (anchoiers in occitano, anciuè in piemontese) della Valle Maira, a fine estate, terminati i lavori nei campi, scendevano in pianura per vendere acciughe e pesce conservato. La merce veniva acquistata già lavorata in Liguria, così da poterla vendere direttamente su banchetti ambulanti in Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia.

Molte sono le ipotesi riguardo le origini del fenomeno, destinate peraltro a rimanere tali. Le notizie sul commercio delle acciughe e del pesce conservato sotto sale non danno infatti risposta del come e del perché si partisse proprio dalla Valle Maira. Ci dobbiamo accontentare dunque di supposizioni più o meno realistiche.

Molti ritengono che tutto abbia avuto inizio dal commercio del sale, sul quale gravavano alti dazi: facendo uso della furbizia qualcuno pensò di riempire una botte di sale ponendovi sopra, per occultarlo agli occhi dei gabellieri, uno strato di acciughe salate. Allo scoprire poi che la vendita di quelle acciughe procurava ugualmente un buon guadagno, si decise di dedicarsi al nuovo commercio meno rischioso del pesce sotto sale.

Le storie dei nostri vecchi raccontano come il mestiere partisse dal capofamiglia. Durante i mesi invernali, in attesa di tornare al lavoro dei campi, il pesce salato veniva smistato grazie all’aiuto di parenti e amici fidati di quartiere in quartiere, di paese in paese, di cascina in cascina, per strade inghiaiate o innevate, nelle piatte campagne o nelle valli alpine, ma anche in città come Torino, Milano, Brescia, Pavia, sempre tirando o spingendo i caratteristici carretti azzurri (in piemontese i caruss) leggeri ma resistenti, costruiti nella frazione Tetti di Dronero.

Si percorrevano anche trenta e più chilometri al giorno, non sempre con la certezza di avere un tetto sotto cui passare la notte. Spesso si trovava alloggio in cambio di qualche acciuga, mentre per il vitto si puntava al risparmio, buttando giù qualche acciuga sbattuta contro le aste del carretto per far cadere il sale. Un po’ per la sete dovuta a tutto quel sale e un po’ perché i migliori clienti erano gli osti, il vino inevitabilmente abbondava, creando di frequente non pochi problemi. Si cominciava da ragazzi (a partire dai 12 anni circa) così da non essere di peso per la famiglia, ma dato il vizio del vino non sempre per tutti il guadagno finiva col coprire le spese.

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Per alcuni fu l’inizio di una fortuna: i più intraprendenti, scaltri o fortunati, ebbero modo di dar vita a dei veri imperi economici con numerosi dipendenti e aziende di lavorazione del pesce, arrivando addirittura fino in Spagna. Nel secondo dopoguerra, la maggior parte di loro abbandonò definitivamente il paese d’origine per scendere in pianura e dedicarsi esclusivamente al commercio di pesce sotto sale.

Non più il carretto azzurro, ma mezzi a motore, via via più comodi e attrezzati. Oggi sono pochi gli acciugai originari della Valle Maira che possiamo incrociare tra i banchi del mercato. Essendo il lavoro dell’anciuè un lavoro duro, pochi sono i figli che hanno portato avanti il mestiere dei padri, preferendo impieghi in cravatta grazie al benessere economico del tempo dopoguerra.

Un umile pesce, una valle alpina, tanti uomini tenaci: una storia che non deve essere dimenticata.

👉 Ed ora non resta che aspettarvi a questa nuova edizione della prestigiosa Fiera degli Acciugai!

🔎 Sei curioso di esplorare e scoprire l’incontaminata Valle Maira? Qui puoi trovare il portale di Valle con tante informazioni utili, mentre qui una piccola guida redatta da Lonely Planet.

🔎 Vorresti, invece, visitare il Mulino della Riviera di Dronero? Trovi qui il calendario delle visite 2024

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2 Commenti. Nuovo commento

  • Grazie x queste notizie che arricchiscono il bagaglio culturale. Siete davvero bravi a far conoscere così tanta storia. Grazie ancora

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