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confezioni di farina cucite

Come aprire i sacchetti di farina (e non solo)

Tutto ciò che c’è da sapere sulla cucitura dei sacchetti.

Un tempo i prodotti alimentari come farina e cereali venivano “confezionati” in sacchi di tessuto come juta, canapa, lino e cotone perchè ecologici e naturali, facilmente reperibili o producibili.

Una curiosità sui sacchi di farina in tessuto:

Negli anni ’30 in USA i sacchi che contenevano farina e cereali erano prodotti in stoffa, soprattutto cotone. Quando la ditta Kansas Wheat, nel pieno della Grande Depressione, si rese conto che le famiglie più indigenti riutilizzavano i sacchi di farina per cucire abiti per donne e bambine, decise di stamparli con motivi floreali e colorati per renderli più accattivanti. 


L’iniziativa ebbe un grande successo: alcuni produttori fecero in modo che l’inchiostro utilizzato per i loghi sbiadisse dopo un semplice lavaggio. Invece altri avevano addirittura i modelli già disegnati sul tessuto, pronti per essere tagliati e cuciti.


Una tattica di marketing che aiutò le famiglie americane a superare un periodo particolarmente difficile, utile anche come fonte di reddito per le donne che avrebbero poi venduto i loro modelli riciclati.

Questo avveniva sino alla primavera del 1922 quando il Washington Post annunciava: “Addio al vecchio sacco di farina”. I mugnai pensavano che sostituire i sacchi di cotone con cartoni di carta sarebbe stato più conveniente. Questo sia per la gestione della distribuzione che per lo stoccaggio per le casalinghe.

PERCHÈ SI USA IL FILO COME CHIUSURA?

Un tempo i prodotti alimentari come farina e cereali venivano “confezionati” in sacchi di tessuto. Questi non potevano che essere chiusi a mano con del tessuto stesso, ad esempio corda o spago perchè non compatibili con colle o altri metodi come barre saldatrici. Però, con l’innovazione tecnologica questo metodo si è evoluto grazie all’utilizzo della cucitrice, un macchinario elettrico che permette di facilitare e velocizzare l’operazione di fine confezionamento.

Nel nostro mulino, Mulino della Riviera di Dronero, la farina viene insacchettata a mano, a differenza di mulini industriali dove vi è un apposito macchinario che insacchetta la farina, perciò abbiamo optato per il metodo della chiusura cucita che ci permette di concludere il confezionamento direttamente sul posto con l’uso di una cucitrice, nella maniera più ecologica possibile.

La farina macinata a pietra è viva, cosa significa? Il chicco del cereale è composto da più strati, da quello esterno dell’involucro sino a quello più interno che è il germe e cioè la parte più viva e nutriente del cereale stesso. Nel mulino il chicco viene macinato trasformandosi in farina integrale ovvero completa di tutte le sue parti e perciò viva (ricordiamo che nei mulini industriali il germe viene rimosso dal chicco e venduto per la produzione di cosmetici o altro, ciò che rimane è una farina povera e soprattutto non più viva).

La farina integrale essendo viva deve poter respirare e abbiamo quindi scelto di cucire in nostri sacchetti per poterne garantire la migliore conservazione possibile.

LA FARINA SI CONSERVA COMUNQUE?

La farina essendo viva deve poter respirare e perciò la risposta è si, si conserva correttamente anche se il sacchetto è cucito e non sigillato. Attenzione però, non sigillato non significa senza garanzia di contaminazione o manipolazione. Infatti una volta cucito il sacchetto è necessario rimuovere il filo per aprire la confezione (vedi il video esplicativo). Dopodichè il sacchetto rimane “segnato” dai dei piccoli forellini e perciò anche se fosse nuovamente cucito sarebbe visibile la manipolazione. E proprio per questo motivo sarebbe necessario utilizzare un nuovo sacchetto.

COSA SI CHIUDE CON IL FILO? 

Con questa metodologia si conclude la fase di confezionamento non solo di farine di qualità ma anche cereali in chicchi, muesli e fiocchi per la colazione, tutti prodotti genuini e ricchi di nutrimento.

COME APRIRE I SACCHETTI DI FARINA (E NON SOLO)

Per aprire la confezione ci sono due modi: il primo pratico e veloce con l’utilizzo delle forbici e il secondo con un po’ di attenzione e pazienza senza alcun strumento.

E’ sufficiente girare la confezione con gli occhi rivolti al retro della farina, dal lato sinistro si vede una catenella di filo (che è la parte terminale della cucitura): nel primo caso basta tagliare la catenella al limite del sacchetto, nel secondo caso basta sfilare il filo sino alla confezione. A questo punto prendere il filo dal lato sinistro, impugnandolo dal lato sul retro, ovvero dal fronte del sacchetto e sfilare verso destra sino a che vi rimarrà in mano il filo completo.

E’ più facile a farsi che a dirsi e perciò abbiamo preparato per voi un video esplicativo su come aprire i sacchetti di farina (e non solo).

COME SI RICHIUDE LA CONFEZIONE?

La farina ha bisogno di respirare. Dunque il miglior modo di mantenere la farina inalterata dopo l’apertura della confezione è mantenere la confezione originale, piegando la parte superiore su se stessa e ponendo una pinza o la classica molletta da bucato al centro. E’ sempre importante poi riporre la confezione in un luogo fresco e asciutto, lontano da fonti di calore e umidità.

DOVE SI BUTTA IL FILO?

Il tessuto potrebbe essere smaltito negli appositi contenitori per abbigliamento ma certo non corriamo alla ricerca di questi solamente per pochi centimetri di filo, siamo sinceri. Perciò, se escludiamo la prima ipotesi dobbiamo gettare il filo di tessuto nel secco/indifferenziato. Questo perchè deriva si da una pianta e perciò di origine naturale, ma molte volte viene sottoposto a trattamenti per motivi funzionali e/o pratici. Per questo fa parte dei rifiuti indifferenziati.

E’ possibile però riutilizzarlo per un secondo fine.

COME RIUTILIZZARE IL FILO?

Se la confezione si apre nel modo giusto si ottiene un filo di tessuto abbastanza lungo da poter essere riutilizzato. Un consiglio? Il mazzolino per insaporire. Per la preparazione di alcune pietanze  molte volte si utilizzano erbe e aromi per insaporire, ad esempio rosmarino, alloro.. . Infatti soprattutto il rosmarino in cottura tende a consumare e perciò si staccano gli aghi dal rametto principale. Proprio per evitare che durante la cottura queste “piante” perdano foglioline o aghi. Si consiglia dunque di fare un mazzolino di erbe aromatiche e avvolgerlo con del filo. In questo modo sarà anche più facile rimuovere il mazzolino a cottura ultimata.

 

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